Il blog di Gianluca Guidi Fotografo | Nel segno di Italo.
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Nel segno di Italo.

Buongiorno a tutti.

Sono felice di annunciarvi una nuova rubrica, ogni mese ci sarà un racconto scritto dal mio amico Italo.

Che lo leggiate o meno non mi interessa, vi assicuro che ne può valere la pena ascoltare i racconti di questa persona, io ogni volta rimango affascinato, da qui è nata l’idea, il mio blog non vuole essere una pubblicità ma un archivio di contenuti interessanti realizzati da me e dalle persone che ammiro.

Immagino che fra 10 anni tutto il materiale raccolto avrà un valore inimmaginabile.

Il nome della rubrica è per il momento in prova, ancora non l’ho scelto, vi chiedo aiuto.

Se volete proporvi per qualche altra rubrica scrivetemi.

Scusate la prefazione doverosa.. qui sotto la puntata numero 1 di Gennaio.

Lipari

La prima volta che sono approdato a Lipari ero su una barca a vela di amici dal nome un po’ inquietante di Doctor Mabuse. Non ho mai saputo se i primi proprietari l’avessero così battezzata perché fans del regista Fritz Lang o del malefico personaggio dei suoi film, ma sicuramente il clima a bordo era tutt’altro che cupo.

Fu un viaggio straordinario, io mi imbarcai in Calabria, girammo tutte le isole Eolie, per poi passare per Ustica e terminare il nostro itinerario in Sardegna.
 Ma questa è un’altra storia.

Tornando a Lipari, in quegli anni c’era ancora la cava di pomice e una distesa di polvere bianca scendeva giù per diverse decine di metri da una collina fino al mare, si poteva scalare questa distesa di “borotalco” bianco e poi lasciarsi rotolarsi giù fino in acqua dove pietre porose di pomice galleggiavano incredibilmente qua e là. In cima alla distesa, tra la polvere bianchissima spiccavano ogni tanto pezzi di ossidiana nera e lucente come vetro.

Non era l’unica particolarità mineraria, nel vecchio porto greco ancora oggi se affondate le mani nella sabbia della spiaggetta potete ritrovarvi minuscole scaglie di ceramica, anche decorata, che gli antichi naviganti producevano scaricando in acqua contenitori rotti o “vuoti a perdere”.
Ma tutte le isole Eolie riservano sorprese di queste tipo, dallo zolfo di Vulcano alla sabbia nera originata dalla lava di Stromboli.

In queste meravigliose isole ho continuato a tornare per tanti anni, lasciando dei dipinti murali, nella piazzetta di “sopra la terra” uno spazio originato dalle demolizioni di vecchie case e composto da pareti senza finestre e porte, che io e la pittrice Luciana Livi riproducevamo seguendo rigorosamente gli elementi architettonici tipici dell’isola. Questa esperienza mi ha fatto conoscere personaggi straordinari che non dimenticherò mai e che non basterebbe un intero blog per raccontare. Ma una cosa posso sicuramente affermare: chi passa là e si concede il tempo giusto per vedere, prima o poi torna.

Qui sotto le foto dei murales realizzati da Italo.

Alcune mie immagine realizzate a Lipari questa estate.

Qui sotto il porto di Lipari.

Il centro.

Concattedrale di San Bartolomeo.

 

 

 

2 Comments
  • italo
    Posted at 12:28h, 25 gennaio Rispondi

    la foto del porto (vecchio) che hai postato ritrae proprio la spiaggetta ricca di minuscoli frammenti di cocci greci.
    😉

    • Gianluca Guidi
      Posted at 15:14h, 25 gennaio Rispondi

      Ma esiste un Porto nuovo a Lipari? Pensavo ci fosse solo quello.

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